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Comincia la Star Wars Week di Prismo. Oggi parliamo dell'incredibile hype che accompagna l'uscita de Il Risveglio della Forza e come è stato montato ad arte da Disney e quel furbastro di J.J. Abrams.

La tua ragazza bellissima ti mette le corna. Ti spezza il cuore. Vi lasciate. Tu inizi a frequentarne altre. Sono meno belle ma almeno sono fedeli. Passano gli anni. Poi un bel giorno lei torna e prova a riconquistarti. Tu sei ancora innamorato ma non vuoi più vederla, perché ti ha spezzato il cuore e non potrai mai perdonarla. Speri che vada via ma lei ti rivuole a tutti i costi. E cosa fa?

Assume J. J. Abrams.

Abrams si siede a tavolino con la tua ex e si fa raccontare tutto quello che non è andato nella vostra storia. Poi inizia a girare dei trailer in cui lei ti promette in tutti i modi che è cambiata, o meglio ancora che è tornata quella di cui ti eri innamorato. Ti promette che non rifarà più gli stessi errori, non abuserà della computer grafica, non parlerà di midichlorian e che gli alieni saranno dei mostri fichi con dentro degli attori veri e mai più un Pippo spaziale scemo.

Tu la ascolti e intanto gli occhi ti cadono su Abrams che guarda in aria come se non fossero fatti suoi, poi tornano su lei che ti guarda implorante, ha gli occhi luccicanti di stelle e ti viene voglia di abbracciarla. Avevi giurato a te stesso che non ci saresti cascato di nuovo, ma dentro di te si sta risvegliando un sentimento che non provavi da molto, molto tempo.

È l’hype per Star Wars. È tornato. Lo dice anche il titolo.

The Fandom Awakens.

Davvero pensavate che la “Forza” del titolo si riferisse solo al campo di forza mistico? Si riferisce a noi – e d’altro canto la Forza ci circonda, ci penetra, mantiene unita la Galassia. O no?

Reparto traumatologia
Gennaio 2013, otto anni dopo La vendetta del Sith, viene annunciato che J. J. Abrams dirigerà il settimo episodio di Star Wars. La fanbase viene immediatamente colta da un misto di terrore disperato e gioiosa eccitazione.

Apro una parentesi sui miei personali sentimenti contrastanti nei confronti di Abrams: è bravo, è “un nerd come noi”, il lavoro di svecchiamento che ha fatto su Star Trek mi è piaciuto molto, ok. Non mi è piaciuta la nonchalance con cui si è sbarazzato della dimensione del viaggio verso l’ignoto, dell’esplorazione degli strani nuovi mondi che mettevano il “Trek” in Star Trek.

Chiusa parentesi, gennaio 2013: la prima missione per Abrams, ancor prima di girare un bel film, è di riconquistare la fanbase dormiente in giro per il pianeta. Milioni di fan traumatizzati che possono discutere se l’Original Trilogy (d’ora in poi OT) di Star Wars sia una cosa bella, solo importante o la più bella di sempre, ma che sono tutti d’accordo su un punto: la Prequel Trilogy (PT) è stata una disastro abissale, e forse è meglio che con Star Wars al cinema la chiudiamo lì. Se sei George Miller puoi girare un altro Mad Max, se sei George Lucas non devi mai più avvicinarti a una macchina da presa. E per chi è cresciuto con la ferma convinzione che Lucas abbia raccontato la storia più bella di sempre (presente!) è dura accettare che ora abbia il cervello sciroppato.

Che ti è successo, George?

Sarebbe impossibile riassumere qui le mille ragioni per cui la Prequel Trilogy è un disastro abissale ma per grandi linee (e con con rare eccezioni): abuso di computer grafica (spesso scadente), abbassamento dell’età del target di pubblico, direzione degli attori non pervenuta, dialoghi da soap opera, gag infantili, assenza di colpi di scena, assenza di personaggi carismatici, profanazione sistematica di tutto ciò che ha reso Star Wars la roba più mitica che c’è. La mia opinione personale? Lucas ha dimenticato le “Wars” (o meglio ancora la frontiera, come direbbe questo video): la PT spreca decine e decine di minuti in salottini ben arredati, parlamenti, prati fioriti e altre ambientazioni civili che nella OT non c’erano. Per chiudere la pratica, guardate queste scene tagliate (ma girate!) in cui, a 5:34, le donne della famiglia Amidala lavano i piatti (LAVANO I PIATTI!).

La prima cosa che Abrams deve fare è prendere per mano quei milioni di nerd impauriti e dire a ciascuno di loro: 'Vieni con me, se vuoi vivere'.

I film della PT sono praticamente dei peplum e come operazione posso capirla, ma sono anche dei brutti peplum. C’è chi al tempo li difendeva, chi li ha odiati fin dall’inizio – non importa, non farò i nomi. Salvo rarissime eccezioni (in questo articolo di The A.V. Club trovate la miglior difesa della PT possibile) nell’autunno del 2015 siamo tutti d’accordo che i prequel siano stati un disastro abissale, e dirò di più: nella storia della cultura pop non c’è prodotto di fiction che abbia provocato così tanto dolore a così tante persone per un periodo così prolungato di tempo.

Questa è la ferita che la Disney e il nuovo prescelto J. J. Abrams devono risanare se vogliono i fan di Star Wars dalla loro parte, e li vogliono, perché hanno l’opportunità di creare l’hype più hype di sempre. Quindi la prima cosa che Abrams deve fare è prendere per mano quei milioni di nerd impauriti e dire a ciascuno di loro: “Vieni con me, se vuoi vivere”.

All’assalto della fanbase
Abrams getta le basi per l’hype come si prepara un’invasione militare. Prima fase, novembre 2014, dichiarare guerra con un primo teaser, dove inquadratura per inquadratura Abrams spiega che cosa ha intenzione di fare. È un teaser rivolto ai fan, e infatti a un occhio non allenato appare come sette flash scelti quasi a caso da scene non sempre interessanti.

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Il primo teaser di The Force Awakens.

Tanto per cominciare, si apre con dieci secondi (dieci!) di inquadratura fissa su un deserto: a casa Star Wars il deserto è il luogo da cui comincia tutto, ed è vuoto. Abrams ci dice: riparto dalle basi, ma facendo tabula rasa (e infatti scopriremo che il pianeta non è Tatooine, è Jakku).

Ed ecco spuntare dal basso un nuovo personaggio, giovane e di colore: la seconda cosa che Abrams fa è prendere di petto le principali critiche che sono state mosse negli anni ad entrambe le trilogie e dirci che ci sarà più diversità (i nuovi protagonisti sono un nero e una donna); che non abuserà della computer grafica (gli stormtrooper sono attori veri, addirittura di altezze diverse, il casco del pilota è un po’ storto e traballa); che userà il design classico (gli oggetti sono rovinati, il design dei pianeti non è alieno); che c’è da divertirsi (volo di X-Wing a pelo d’acqua e tesissimo bad guy di spalle, scene gasanti nell’accezione più anni ’80 del termine); infine ci mette una strana spada laser per far impazzire i più nerd e un tenerissimo droide sferico per far impazzire tutti. Nel frattempo ci ha presentato i nuovi protagonisti (Finn, Rey, Poe, BB-8, Kylo Ren) quindi non gli resta che far vedere una volta i veri muscoli, ed ecco il Millennium Falcon in avvitamento.

Nero, gente che grida davanti al computer ma un attimo dopo si obbliga a ricomporsi.

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Il secondo teaser.

Seconda fase, aprile 2015: Abrams comincia l’assedio allo zoccolo duro, e lo fa con un secondo teaser heavy “meta”, nel quale la voce di Mark Hamill, parafrasando Obi-Wan, si rivolge al fan ricordandogli la sua appartenenza: “The force is strong in my family. My father has it. I have it. My sister has it. You have that power too”. Non vi faccio l’analisi scena per scena anche stavolta, ma per intenderci è il video che finisce con: “Chewie, we’re home”.

Siamo a casa, J.J.?

Questo secondo teaser è un attacco violentissimo al cuore dei fan che, dopo 1′ e 59″ di roba mitica, vorrebbero solo lasciarsi andare e dire: sarà fighissimo, abbandoniamoci all’hype, torniamo bambini. Ma i più appassionati sono anche i più diffidenti, perché sono quelli si sono fatti più male. Non basta mettere Han e Chewie nella loro posa più iconica, questo lo sa fare anche Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo (bleah!). Abrams deve attaccare i fan al cuore ma anche al cervello, e per farlo li aspetta in agguato al Comic-Con di San Diego, luglio 2015, dove proietta un programma elettorale travestito da backstage.

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Il Risveglio della Forza al Comicon 2015.

Con quest’altro video Abrams dice ai fan: tutto quello che vi è mancato nella Prequel Trilogy lo ritrovate qui, e se non ci credete ve lo dimostro. E poi lo dimostra,  inquadratura dopo inquadratura. Lo fa dire al voice over: “Real sets, practical effects. You’ve been here, but you don’t know the story”, lo fa dire a Mark Hamill: “Everything’s changed, but nothing’s changed. That’s the way you want it to be, really”. E poi questo stesso concetto ripetuto con esplosioni vere, relitti veri, attori veri dentro i tutoni, ancora e ancora fino alla nausea. “E a proposito”, aggiunge Abrams, “vi ho detto che sono un fan come voi? Che tutti, qui sul set, siamo fan come voi? Star Trek e Mission Impossible erano clienti, questo è amore. Potete rilassarvi. Siete a casa”.

A questo punto Abrams si è ripreso le vecchie roccaforti. La Forza è ufficialmente Risvegliata. I fan sono di nuovo in fermento, si informano, iniziano a formulare teorie, a scrivere articoli, dibattere sui forum e nei web-show, a postare indiscrezioni. Io cerco di tenermi tra gli scettici ma, passata l’estate (pur sapendo che Abrams è il peggior paraculo del pianeta) inizio a farmi prendere dal gioco. Quando a ottobre iniziano a uscire i trailer la situazione è più o meno questa:

Once you start down the dark path, forever will it dominate your destiny.

Ancora pensate che la Forza da risvegliare sia la Forza? Siamo noi, il fandom. E se torniamo, siamo il più grande di sempre. È inquietante ed esaltante al tempo stesso. Prendiamo fiato.

Cos’è l’hype?
In inglese hype vuol dire tante cose, ma in Italia la parola è arrivata solo di recente per definire quel sentimento di aspettativa nei confronti di un prodotto che ci porta a desiderarlo. È un sentimento individuale ma che ha senso solo in una dimensione collettiva: in una certa misura si partecipa all’hype e lo si alimenta partecipandovi, ci si fa piccola ma fondamentale parte della cassa di risonanza, come in un applauso.

Nel momento in cui la Disney e Abrams sono riusciti a riconquistare la fanbase, non si sono solo guadagnati un pubblico, ma un vero e proprio esercito di mostri metà prete missionario e metà ufficio stampa che in tutto il mondo condividono notizie (COSA? LA CONFEZIONE DI QUESTA ACTION FIGURE DI FINN SVELA CHI È SUO PADRE? SHARE!), producono fiumi di contenuti originali (esattamente quello che sto facendo io in questo momento) e infine entrano nei Disney Store e pagano per avere delle cartelle stampa a forma di droide telecomandato.

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Il trailer di Star Wars Battlefront, il videogioco.

Come dice il Generale Dodonna, “Soltanto un colpo preciso darà il via alla reazione a catena”. Abrams ha sferrato il suo colpo e ora può rilassarsi mentre come un solo uomo corriamo ai botteghini a spendere 50 milioni di dollari di prevendite; esponiamo in casa la maschera di Kylo Ren mesi prima di vederlo in azione; preordiniamo Star Wars Battlefront (videogioco strepitoso) per poter esplorare subito il già mitico pianeta Jakku; a Lucca un flusso ininterrotto di persone sfila fuori dal padiglione di Star Wars, ognuna col suo Stormtrooper alto 80 cm sotto il braccio. Ma per fortuna, salvo eccezioni come questa, l’hype per Star Wars non è fatto di file.

Sono gli smartphone che negli ultimi anni hanno generato l’hype più riconoscibile (ma solo perché gli eventi sportivi sono troppo aristrocratici per sottomettersi a questa parola da nerd). L’hype da iPhone, quello che fa accampare la gente davanti agli Apple Store, è un esempio di hype generato da una fruizione molto superficiale del prodotto e per questo è anche molto facile da prendere in giro. Da fan di Star Wars sono contento che il nostro hype non sia tanto fatto di file quanto di crescente agitazione sui social, molestia in ufficio, distrazione in camera da letto, e non venga mai identificato con un singolo momento di consumismo grottesco che tutto il mondo potrà prendere in giro. Le file è meglio evitarle e lo sanno bene i fan di Harry Potter: il 16 luglio 2005, mentre facevano la fila per comprare Harry Potter and the Half-Blood Prince si sono sentiti gridare da un’auto di passaggio il famoso colpo di scena di pagina 596 (episodio verificatosi in varie città del mondo).

I rischi del mestiere.

Anche perché l’hype ci mette poco a diventare respingente, in base al principio “Tutti ne parlano, mi sta sul cazzo”, o anche solo per un sanissimo istinto ad opporsi a un fenomeno così smaccatamente consumista. E anche senza volerne fare un problema di consumismo (capitolo troppo grande da aprire), sarebbe anche bello fregarsene di tutto, non guardare neanche i trailer e arrivare al cinema senza essersi spoilerati niente. Molti preferirebbero così e qualcuno ci riesce, ma l’hype è come il prurito: ti gratti una sola volta per farlo passare, e il resto lo sapete.

E sembra che negli ultimi giorni le cose stiano peggiorando: il trailer giapponese aggiunge tre inquadrature, quello della BBC altre due, in molti si innervosiscono e iniziano a temere di vedere troppo, fare troppi collegamenti, intuire gli sviluppi della trama… Ma vogliamo parlare del trailer di Terminator Genisys, così disperato da raccontarti tutti i colpi di scena, fino all’ultimo? O per restare in famiglia del trailer della Vendetta del Sith con la sua cricca di backstage e featurette? Quel tragico 19 maggio siamo andati al cinema conoscendo la trama punto per punto. Sigh.

Ad Abrams riconosco il merito di aver portato a termine la sua invasione in modo strategico, con il minimo dispiegamento di forze, e nel fare questo di aver salvaguardato la nostra fruizione in sala, il nostro diritto al brivido. Ora resta da vedere se nel film ce l’ha messo, il brivido.

Una delle cose che ha colpito di più la fantasia di fan e non è l'assenza di Luke Skywalker dai trailer: abbiamo sentito la sua voce nel secondo teaser e poi è sparito, non se ne trova traccia neanche sulla locandina.

Dov’è Luke?
Dal poco (o molto?) che abbiamo visto, il lavoro di Abrams promette molto bene. Una delle cose che ho apprezzato di più è stata l’aver annidato, nei 30 anni che passano tra Il ritorno dello Jedi e Il risveglio della Forza, un nuovo “passato misterioso”. Il passato misterioso era uno dei pilastri che reggeva la magia dell’Original Trilogy, era la ciliegina sulla torta della fascinazione fin da quando in età prescolare andavamo ingenuamente dalla nonna a chiedere: “Nonna, cosa sono le Guerre dei Quoti?”. Nella Prequel Trilogy non esiste, il passato. Da questo nuovo passato misterioso, quindi, Abrams fa emergere la domandona. Cioè: “Cos’è successo a Luke?”.

Una delle cose che ha colpito di più la fantasia di fan e non è l’assenza di Luke Skywalker dai trailer: abbiamo sentito la sua voce nel secondo teaser e poi è sparito, non se ne trova traccia neanche sulla locandina. Non si trova in giro una sola immagine ufficiale di come sarà Luke nel Risveglio della Forza. Risultato, tutti a domandarsi: “Che cosa vuol dire? E se Luke fosse il cattivo?”.

Colpo da maestro. Perché una cosa è generare dibattito su un dettaglio astruso, uno su tutti l’elsa a croce del primo teaser, ad aizzare i nerd siamo bravi tutti. Sono passati esattamente dieci anni da quando nell’autunno del 2005 Lost metteva il simbolo della Dharma sulle code degli squali (ok, non è stato Abrams in persona, ma avete capito).

Dal 'saltare lo squalo' al 'marchiare lo squalo'.

Ma così fai scatenare i forum, che male non fa, infiammi gli animi ma sono piccoli focolai sparsi. Se il tuo scopo è incendiare il pianeta i forum non bastano, ti servono cose come: “E se Luke fosse il cattivo?”. Cioè cose da discutere tra amici davanti a una birra, magari partendo dalla domanda del meno fan del gruppo. Siamo, per farla breve, al livello di “Ma Jon Snow è morto?”, se non fosse che:

Scala: è una domanda che interessa a più gente, perché più gente che sa chi è Luke, è un fatto anagrafico.

Tempo: è una domanda che ci stiamo ponendo prima ancora che il prodotto vada in onda.

Stile: è una domanda ottenuta con un puro lavoro di sottrazione.

Chapeau.

Non è un caso che, secondo Kathleen Kennedy (il nuovo capo della Lucasfilm), sia stata proprio questa domanda a convincere Abrams a dirigere l’Episodio VII. E, come si suol dire, il cerchio è completo.

Personalmente non credo che Luke sia passato al Lato Oscuro ma non posso esserne sicuro. Spero di no, perché 1) è un vecchio twist già esplorato nella serie a fumetti Dark Empire del 1991 ma specialmente perché, 2) altrimenti la famiglia Skywalker ci ha anche rotto.

Per completezza, aggiungo due foto utili al dibattito che circolano sui siti specializzati. La prima è di un action figure (SPOILER ALERT), la seconda sembra scattata su un set fotografico (SPOILER ALERT), entrambe sono coerenti con l’immagine che segue, tratta da uno dei teaser. Sono depistaggi? Boh. Sono fan-made? Forse. Fanno salire l’hype? Un botto.

Non farmi spoilerare chi c'è sotto quel cappuccio è la ragione per cui ho comprato il biglietto con due mesi di anticipo.

Per concludere
Considerazioni sparse: 1) è molto probabile che questo film sarà bello, ma raramente le leggende nascono sotto i riflettori; 2) spero che tolga alla Prequel Trilogy la responsabilità di essere l'”eredità di Star Wars” e in questo modo ce la renda meno detestabile; 3) temo invece che servirà solo a farci dire: “Ti immagini, se la storia della caduta di Anakin Skywalker e dell’ascesa dell’Impero fosse stata raccontata così?”; 4) le stesse cose che ho scritto in questo articolo ve le dice in due minuti questo Honest Teaser, ma si ride; 5) per preparare questo articolo ho dovuto cedere all’hype incondizionatamente, quindi spero che vi sia piaciuto.

Ci vediamo il 16 dicembre, nel buio, quando partirà il tema e scopriremo se la nostra ex è una stronza sadica o se ci innamoreremo di nuovo.

Che la Forza sia con noi.

Simone Laudiero
Simone Laudiero scrive romanzi per ragazzi e sceneggiature per la tv e per il web con La Buoncostume.

PRISMO è una rivista online di cultura contemporanea.
PRISMO è stata fondata ad Aprile 2015 all’interno di Alkemy Content.

 

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