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Codici, profezie, conti alla rovescia: da John Titor a oggi, la rete crea storie sulla fine del mondo, alle quali ci piace sempre credere almeno un po'. L'apocalisse nel web.

Le prime due storie legate a internet che ricordo di aver sentito in vita mia, a fine anni ’90, prima ancora di avere una connessione, erano piuttosto particolari e interessanti, seppure in modi diversi. La prima riguardava un filmatino erotico di Pamela Anderson girato con l’allora fidanzato Tommy Lee; la seconda un uomo che era tornato nel 1998 dall’anno 2036 per salvare il mondo. Il distinto signore si chiamava John Titor ed era comparso online nel 1998 con il nome di “TimeTravel_0”. Il filmino di Pamela, invece, ce l’aveva un mio amico sul computer.

Il fenomeno John Titor iniziò con un messaggio, questo:

Greetings. I am a time traveler from the year 2036. I am on my way home after
getting an IBM 5100 computer system from the year 1975.

My “time” machine is a stationary mass, temporal displacement unit manufactured by
General Electric. The unit is powered by two, top-spin, dual-positive singularities
that produce a standard, off-set Tipler sinusoid.

I will be happy to post pictures of the unit.

Riconosciamo subito due dettagli essenziali della narrazione di Titor: l’oscuro riferimento all’IBM 5100 e altre componenti elettroniche; il fatto che venisse dal futuro. Non voglio dire che la vicenda Titor mi avesse impressionato all’epoca più di quella Anderson-Lee ma, ancora oggi, nel 2015, anno in cui abbiamo lo cyberspazio in tasca, è tra le primissime cose che ricollego al mio approccio a internet. Titor ha preso il concetto di rete, all’epoca in erba, e gli ha donato un fascino misterioso e pericoloso, quello di una tecnologia onnipotente utilizzabile dai viaggiatori nel tempo o capace di rovinarti la vita mostrando a tutti la tua intimità.

L’Ur Teoria Cospiratoria dell’Internet, certo, ma anche una favola dall’impianto classico e la morale chiara: John Titor doveva salvare il suo mondo ma soprattutto noi stessi.

TimeTravel_0 comincia così un botta e risposta online, evitando domande “scomode” (tipo: “chi vincerà il Super Bowl del 2001?”, su cui glissa tristemente) ma raccontando molto di sé, del suo mondo, dei problemi del futuro. Una storia tentacolare in cui il classico riferimento al tramonto dell’Occidente danza con pignolerie tecniche, buone a rendere la pillola fantascientifica più digeribile. L’Ur Teoria Cospiratoria dell’Internet, certo, ma anche una favola dall’impianto classico e la morale chiara: John Titor doveva salvare il suo mondo ma soprattutto noi stessi. Nelle sue confessioni online sedusse i suoi lettori con uno scenario in cui gli Stati Uniti sono divisi in sei parti, smembrate da una seconda guerra civile e poi annientate dalle bombe atomiche sovietiche. Quindi, gli serviva un IBM. Eccetera.

Oggi è una data speciale: non solo siamo ancora vivi e le profezie di Titor si sono rivelate assurde ma esattamente quindici anni fa, il 2 novembre 2000, TimeTravel_0 pubblicò alcuni tra i suoi comunicati più importanti, tra cui il simbolo araldico della sua organizzazione del futuro. Eccolo:

Il tempo che tutto divora – Ovidio.

Titor è un tema particolare, il genere d’argomento su cui non c’è nulla da dire e, contemporaneamente, un monte di documenti da leggere: c’è questo debunking del suo “mistero”; ci sono i titoristi, quelli che fino al 2008 andavano a caccia di prove a suffragio del nostro; o, ancora, questa lista delle 88 persone sospettate di essere Titor. Personalmente, ritengo fedigrafo qualunque viaggiatore del tempo incapace di prevedere il nuovo Star Wars – e allora perché siamo qui?

Siamo qui per parlare della fine del mondo.

C’è questo eterno ritorno dell’uguale su internet, una costante ripresa di temi apocalittici, il continuo canto di profezie oscure che sembrano trovare megafono sul web. Meglio: sembrano germogliare in rete. TimeTravel_0, l’uomo che torna nel passato per poi fare l’avventore in qualche forum spifferando il suo Segreto, è una figura tragica: un inetto che non rispetta – o non capisce – l’unica regola che i viaggiatori temporali avrebbero, se esistessero. La regola è molto semplice: NON ANDARE SU INTERNET A RACCONTARLO. Eppure la rete, in quell’epoca ingenua e pioneristica, aveva scelto di credere alla sua storia, e di condividerla e di raccontarla, corredandola di tanti altri pezzi di leggenda (come la componente IBM in questione, che secondo alcuni aveva caratteristiche davvero segrete che nessuno poteva sapere #illuminati). Facendola sua, la storia è diventata “leggenda” e poi “mistero”, che è uno scalino più sotto del “forse è successo davvero”. E infatti, eccoci ancora qui, a smarcarci dalla sua ombra oscura, ombra che abbiamo creato, per seguire una traccia diversa e più credibile, quella che lega l’apocalittico al web.

Indagatori dell’incubo
L’ultimo esempio risale ad appena due settimane fa, quando un video “misterioso” è apparso online, contenente messaggi nascosti. Una clip inquietante e minacciosa che accenna alla fine del mondo con date e luoghi e maschere poco piacevoli.

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Occhio al volume alto.

Il video, caricato lo scorso maggio, ha iniziato la sua corsa verso la viralità questo ottobre – sotto Halloween – quando Johny Krahbichler ne ha scritto sul blog Gadgetzz, presentandolo così: “Qualcuno mi ha spedito questo video”. Nei giorni successivi è scattata la fase due dell’Internetapocalisse: dei tizi hanno cominciato a discuterne su Reddit. Reddit è un punto importante nella diffusione di questi misteri, il genere di posto in cui i pigri, i fumatissimi e i secchioni convivono in armonia creando una società da loro percepita come l’Eden. Se Reddit fosse esistito a cavallo tra gli anni ‘90 e il 2000, “TimeTravel_0” avrebbe avuto un subreddit dedicato (beh, in effetti ce l’ha) e migliaia di persone avrebbero analizzato in tempo reale le sue comunicazioni. Di più: John Titor sarebbe stato un redditor.

“Un misterioso video ritrovato da qualche parte” è una premessa da horror. Il pensiero corre spontaneo a The Blair Witch Project (1999, John Titor era arrivato nella nostra linea temporale da un anno), film indie diventato un fenomeno proprio grazie al web, precisamente il sito BlairWitch.com, che spacciava un breve filmato amatoriale per “vero” e “misteriosamente rinvenuto in loco”. Quanto allo stato dei suoi autori, era un mistero, si diceva. Il web e la sua pulsione al mortifero fecero il resto e io mi ritrovai, ragazzino, a cagarmi addosso al cinema.

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A partire da 13' 20''.

Il video di qualche setttimana fa, con suoi codici inquietanti, ricorda un altro grande mistero irrisolto di internet, Cicada 3301, oscura organizzazione alla ricerca di crittografi e abili risolutori di rebus che recluta nuove leve seminando la rete di cacce al tesoro. Dal 2012 a oggi sono nate diverse teorie sul suo conto, ma c’è un generale consenso sul fatto che si tratti di un meccanismo di reclutamento creato da una qualche organizzazione (la CIA, l’MI5, a seconda dei gusti). Cicada 3301 non ha contenuti minacciosi – anzi, il tono è scherzoso ed esclusivo, tendente a difidare i principianti dal partecipare al mistero – ma è proprio il carattere elitario dell’impresa ad averlo reso un mito del web: chi sono gli Eroi che sono riusciti a capire il codice? Cosa ci nascondono se non la dannatissima fine del mondo?

A quanto pare non sei capace di risolvere l'enigma. Quelli di Cicada ti sfottono pure, quando non riesci a risolvere il loro mistero.

Sempre a proposito di codici, e per tornare a Reddit, ecco il recente (2012) caso dell’utente del sito “u/A858DE45F56D9BC” che per mesi ha pubblicato solo linee di codice senza significato, generando un notevole pettegolezzo da programmatori attorno al senso della sua impresa. La fase 2, quella dell’indagine collettiva, sembra aver portato a una parziale soluzione: i codici binari rappresentavano spesso delle immagini, come questa specie di Stonehenge.

GLI ALIENI, È OVVIO.

Alcuni suoi post più recenti si sono fatti però più enigmatici. Secondo l’utente che ha svelato parte del mistero, “potrebbero essere dati criptati oppure dati a casaccio, non c’è un modo di distinguerli” – che è una bella frase, se ci pensate.

A differenza di questi messaggi in bottiglia, Cicada 3301 è un enigma sterminato: i suoi indizi vanno dalle coordinate GPS (che ritroviamo anche nel video “pauroso” di due settimane fa) alla Cabala passando per William Blake: è come se qualcuno avesse aperto il vaso del complottismo e l’avesse svuotato dicendo in giro di avere un piano. In tutti questi casi si percepisce la minaccia di un pericolo imminente, lo smantellamento dell’ordine che può essere reinstaurato solo risolvendo un intrigo. Il quale non è alla portata di tutti: servono tecnici, novelli Alan Turing, agenti speciali. È una guerra – e puoi prenderci parte rimanendo a casa!

Countdown
Oltre che per Reddit, la strada dell’Internetapocalisse passa anche per YouTube, come visto con i nostri amici con le maschere minacciose. Qui incontriamo per esempio un altro puzzle apocalittico, Pronunciation Book, canale YouTube che per anni ha pubblicato brevi video in cui spiegava la pronuncia di una parola inglese ripetendola tre volte. “Tobias”, per esempio:

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Ma anche “Yes”:

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Così, per mesi. Il canale attira attenzione, suscita perplessità. Il 9 luglio 2013 pubblica un altro video, intitolato “Come pronunciare 77”.

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Al posto della solita parola ripetuta tre volte, la voce robotica questa volta dice: “Succederà qualcosa tra 77 giorni”. Il giorno dopo, stessa cosa ma con il numero 76. La cosa proseguirà per altri 75 giorni.

Un conto alla rovescia, e il peggior conto alla rovescia possibile: assurdo e misterioso, animato da una voce robotica, fredda e ticchettante. In pochi giorni, il caso viene definito “il mistero più interessante di internet” da Buzzfeed mentre qualcuno sospetta che sia una mossa pubblicitaria per il lancio del nuovo Halo – ipotesi che è tornata anche nei giorni scorsi con il video misterioso delle figure in maschera. 77 giorni dopo, mentre una piccola frangia d’umanità si teneva ben salda al mobilio in attesa dell’Apocalisse prevista da un canale YouTube, lo svelamento:

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I creatori di Pronunciation Book erano quindi gli stessi di @Horse_ebooks, account Twitter di culto che – si diceva – pubblicava stralci senza senso da ebook sui cavalli, e che era diventato virale (e religione per il sottoscritto) grazie anche a capolavori zen-nonsense come:

I due fenomeni avevano deciso di morire assieme, quel giorno, solo per lanciare un fottutissimo videogioco. Ma stiamo divagando, torniamo all’apocalisse.

Tutte queste oscure profezie nascondono un’anima minacciosa e sono fatte per moltiplicarsi su internet: condividono quindi parte del loro DNA con i creepypasta – di cui abbiamo parlato qui – e infatti il nostro prossimo caso è proprio un creepypasta, Sad Satan.

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Sad Satan è un videogioco sbucato nel deep web e diventato un caso globale, tanto da essere giocato da PewDiePie in persona: minaccioso e perturbante, cela un significato ancora da decifrare. Da quel che sappiamo c’entra Jimmy Savile, volto televisivo britannico incastrato post-mortem per pedofilia.

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È però il secondo video legato a Sad Satan a mettere i brividi e a parlare davvero di morte. In una delle schermate che per un istante flashano il giocatore, un redditor (ancora Reddit) ha scovato un messaggio in codice. Una serie di frasi, tra cui: “Ti posso rintracciare”, “Buona fortuna”, “Sei nella mia lista”, “5 vittime!! :-) :-)” e così via, a suggerire uno scenario alla The Ring in cui chi gioca a Sad Satan muore.

Ci sono poi i misteri passivi. Non minacciosi, forse addirittura pacifici, eppure incomprensibili. Webdriver Torso è un canale YouTube che per anni ha incuriosito molte persone: circa ogni ora pubblica un video di 11 secondi in cui forme rettangolari (blu e rosse) si muovono su un fondo bianco in modo sempre diverso. E basta. La folle frequenza di pubblicazione ha fatto il resto, creando il mistero: si tratta forse di un codice? O di un omaggio a Mondrian? Oppure sono gli alieni? E cosa sono quegli strani segnali audio che accompagnao il movimento dei rettangoli? Dopo mesi di indagine e quasi 80.000 clip pubblicate, è stata Google, proprietaria di Youtube, a calmare le acque confessando di aver creato il canale per “controllare la qualità dei video caricati sul sito”. Il solito bluff. Nemmeno questa volta c’entravano i cavalieri dell’Apocalisse.

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Per esempio.

L’adagio suggerisce che gli umani non si rendono conto della potenza delle nuove tecnologiche. E in effetti ci comportiamo come se non lo facessimo. Grattando però la superficie delle nostre semplici reazioni, ecco apparire questi spasmi di panico, reazioni incontrollate a imperfezioni, misteri o semplici burle, prove che il nostro subconscio ha capito la totalità di internet, la sua immanenza. Una piccola parte di noi si ricorda che internet è nato come mezzo militare, sa che se il mondo dovesse finire, sarà anche attraverso la rete, o a causa sua.

Perciò seguiamo le tracce. Vogliamo tutti incastrare l’Enigmista. Abbiamo iniziato con John Titor provando, come una rumorosa comunità di condannati, a salvare il mondo dal nostro futuro incerto. Nei mesi in cui John Titor era ancora attivo online, siamo però stati sorpresi da un’altra fine del mondo su uno schermo televisivo, con gli attentati dell’11 settembre 2001. Allora non potevamo immaginare che il nostro rapporto con i video apocalittici su internet fosse appena cominciato.

 

Immagine di copertina: Il Trionfo della Morte di Pieter Bruegel (1562)

Pietro Minto
Caporedattore di Prismo, collabora con "La Lettura" del Corriere della Sera e Rolling Stone. Ha una newsletter che si chiama Link Molto Belli.

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