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Ecco cosa verrà presentato oggi da Apple: delle cose nuove, un paio di lacrime e qualche déjà-vu.

“Se rimango seduto troppo a lungo, [Apple Watch] darà un tap sul mio polso per ricordarmi di alzarmi e muoversi, perché molti dottori pensano che lo stare seduti sia il nuovo cancro”. (Tim Cook, CEO di Apple, febbraio 2015)

“Ad Apple ci sono molte persone che usano l’Apple Watch, e ogni 50 minuti, contemporaneamente, si alzano tutti in piedi e cominciano a muoversi. C’è voluto un po’ per abituarcisi ma è bellissimo.” (Tim Cook, qualche giorno dopo)

*

Ci sarà un edificio moderno a forma di scatolone pieno di grafiche colorate. Nella folla qualcuno piangerà Steve Jobs mentre Egli apparirà in sogno a Tim Cook poco prima dell’inizio del keynote. Nel sogno, Jobs parlerà aramaico e gesticolerà per qualche minuto, per poi dire “Apple Watch” e contorcersi. Dopo qualche minuto il Fondatore se ne andrà a bordo di un sottomarino. Tim Cook si sveglierà madido di sudore, i report delle vendite in Cina ancora stretti nella sua mano destra: conterranno parecchi segni positivi. Cook sorriderà all’immagine riflessa sullo specchio. Si alzerà dalla poltrona su ordine del suo Apple Watch, che gli farà notare che è seduto da troppo tempo. L’Apple Watch gli ricorderà anche di sorridere e di mostrarsi fiducioso sul futuro dell’azienda: “Non è vero che il nostro software fa ormai cagare”, strillerà l’orologio prima di riavviarsi inaspettatamente. “Non è vero, non ascoltarli!”, griderà il suo polso poco prima che la mela appaia sullo schermo nero dell’orologio.

Cook sarà scosso: succede sempre prima dei keynote. Succedeva anche a Steve, si dirà. “Anche a Steve”. A proposito: Steve Jobs uscirà di sorpresa dal frigo del suo ufficio, i jeans Levi’s coperti di ghiaccio, uno yogurt in mano.

“Come stai, Tim?” gli domanderà il Fondatore.
“Sto bene, Steve. Scusami, ma mi devo muovere, sono passati 50 minuti.”
“Non hai ancora risolto il tuo problema con quell’orologio?”
“Ne abbiamo parlato ma ognuno è rimasto sulle sue posizioni. Lui non ne vuole sapere, dice che mi devo alzare dalla sedia più spesso.”
“L’inferno è un posto orribile, Tim”, dirà Steve piangendo. “Non mi stanno trattando per niente bene.”
“Com’è il design degli interni dell’inferno?”
“È…” balbetterà Steve fermandosi per un attimo. “È… dozzinale.”
“Ti stanno punendo?”, chiederà Tim battendo le mani e i piedi allo stesso momento su ordine del suo Apple Watch.

Lo spettro di Steve scomparirà in un baleno lasciando nella stanza una fragranza di rose. Tim controllerà l’orario sul suo Apple Watch e l’ora sarà tarda e Tim berrà un goccio da una bottiglia di energy drink. La stanza sarà grande e poco illuminata. Si sentirà il boato del pubblico in attesa del suo arrivo sul palco.

“Che cosa dovevamo presentare oggi?” chiederà Tim a Siri tramite il suo Apple Watch.
“Felice che tu me l’abbia chiesto, Tim” dirà l’orologio con una fredda voce femminile. “Apple, Inc. ha moltissime novità per questo 9 settembre 2015! Ora però siediti, sei in piedi da troppo tempo.”

“Ma non posso sedermi, devo andare sul palco” piagnucolerà Tim.
“Ti ho detto di sederti.”
“Ok.”

Tim si siederà sulla sua poltrona di pelle. Sussurrerà a se stesso: “CEO: io sono un CEO.” La luce dell’ufficio si farà più bassa e a Tim sembrerà già notte.

*

Dopo quello che sembrerà un istante o un decennio, Tim si ritroverà sul palco assordato dal pubblico di yes man, le loro risate, i loro applausi. “Come ci sono arrivato?” si chiederà sorridendo alla platea, immerso nel ricordo del suo sogno infantile, una fatturia nel midwest, del bestiame e la sagra paesana due volte all’anno. “Siamo Google o siamo gli altri?” si chiederà a bassa voce. Poi tutto verrà naturalmente: Apple Inc. presenterà del nuovo software e del nuovo hardware, i grafici delle vendite saranno scalinate verso il cielo. Un nuovo iPhone con lo schermo grande, un nuovo iPad con lo schermo grande, un nuovo iPod con lo schermo grande (grande almeno quanto un iPhone piccolo ma non piccolo-piccolo però, altrimenti potrebbe essere scambiato per il nuovo Apple Watch con lo schermo grande).

“Schermi grandi!” griderà Tim. “SCHERMI GRANDI!”

Dal pubblico arriverà un urlo di trionfo, qualche impercettibile orgasmo si fonderà tra i rumori generali.

“ANCHE PIÙ GRANDI DELL’ULTIMA VOLTA CHE COMUNQUE ERANO GIÀ PIUTTOSTO GRANDI!” strillerà Tim ormai padrone del gioco.

“DICEVANO CHE NON POTEVAMO FARLI PIÙ GRANDI E INVECE ECCOLI QUI, ECCOLI QUI, SONO ENORMI.”

“SCHERMI!”

Slide e mock-up illumineranno a giorno l’ambiente.

“MOLTO PIÙ GRANDI DEL DOVUTO!”

“I PRODUTTORI DI VETRO CI DICONO DI SMETTERLA CHE ALTRIMENTI FINIAMO IL VETRO MA INVECE NO, DI PIÙ”, griderà e griderà Tim tra le lacrime.

“ANDREMO NELLO SPAZIO APERTO A PRENDERE IL VETRO. NEL FOTTUTO SPAZIO APERTO. PER DARVI SCHERMI PIÙ GRANDI.”

Il pubblico si alzerà in piedi. Un paralitico comincerà a camminare. Una donna salirà sul palco per partecipare al keynote (ci sarà anche una persona non caucasica!). Il paralitico sarà costretto a risedersi su ordine del suo Apple Watch.

Alla fine, concerto di un complessino in voga: gli U2.

 

Immagini: risposte di Siri all’invito di Apple in cui l’azienda chiedeva ai giornalisti di “domandare un indizio a Siri”.

Pietro Minto
Caporedattore di Prismo, collabora con "La Lettura" del Corriere della Sera e Rolling Stone. Ha una newsletter che si chiama Link Molto Belli.

PRISMO è una rivista online di cultura contemporanea.
PRISMO è stata fondata ad Aprile 2015 all’interno di Alkemy Content.

 

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