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Odiato, inutile e stupido. Jar Jar Binks non sarà tra i personaggi de Il Risveglio della Forza: come si è conquistato le nostre antipatie e perché, forse, non è così giusto detestarlo.

Jar Jar Binks, Gungan del pianeta Naboo, non è più. È passato all’altro mondo, ha steso le zampe, ha intrapreso l’ultimo viaggio.

Kathleen Kennedy, produttrice de Il risveglio della forza oltre che di ottanta altri film noti a tutta l’umanità, ha confermato la settimana scorsa che Jar Jar Binks, il personaggio più odiato dell’intero universo Star Wars, “non comparirà” nel nuovo capitolo di Guerre Stellari.

L’affermazione di Kathleen Kennedy ha legittimato ufficialmente il rancore che migliaia di fan nutrivano nei confronti del Gungan, e ha rappresentato il definitivo paletto di frassino nel cuore spezzato di George Lucas, un uomo che ha comparato la sua separazione creativa dai nuovi capitoli di Guerre Stellari a un “divorzio“.

George Lucas is sad.

Rimanergli legato ora, che non è più una creatura mia, può farmi solo che male, si è trovato a dire Lucas. È difficile provare innata compassione nei confronti di un tale che, di mestiere, si gratta negli ori di una saga interstellare scritta quarant’anni fa. Eppure, quando Vanity Fair chiede al regista “che personaggio di Guerre Stellari saresti?”, e lui si paragona a Jar Jar Binks, si apre una tristissima voragine nella verità assoluta di questa affermazione.

Lucas risponde alle domande piccatissimo, tramite aforismi inaciditi, ed è ovvio che la sua affermazione Jar Jar Binks c’est moi è da considerarsi uno di questi, ma non è tutto. Non è da mettere in dubbio il fatto che il creatore di Guerre Stellari amasse davvero il suo personaggio, ed è questo amore che mette in risalto il distacco tra la mente di George Lucas nel 2000 e il mondo reale.

Jar Jar Binks è stato definito molte cose. Tra quelle che si possono riportare incensurate, ci sono “goffo anfibio”, “una creatura fastidiosa e irritante, ma soprattutto non divertente”, “lattante flatulento” e “la risposta alla domanda ‘come sarebbe un giamaicano spaziale?’ Una risposta che nessuno voleva sentire.” Internet pullula di video che inneggiano alla sua morte, e innumerevoli sono i montaggi de La minaccia fantasmasenza Jar Jar”. L’astio che i fan nutrono verso il personaggio è equiparabile soltanto all’indignazione che provano per i fallimenti della più recente trilogia di Guerre Stellari, quella diretta da George Lucas nella prima metà degli anni ’00.

George Lucas è analogico, J.J. Abrams è digitale, fa parte di quel mondo cui Lucas aveva cercato di approcciarsi, goffamente. George Lucas è Jar Jar Binks.

Con il suo odio accesissimo per un personaggio stupido, il pubblico si puliva metaforicamente le scarpe infangate sul cadavere della scarsa consapevolezza di George Lucas nei confronti della sua inattualità.

Guardatelo oggi: George Lucas si trova a passare il testimone a un uomo altamente intelligente, stimato da tutti. Il migliore della classe. Uno che sorride compiaciuto alle avversità, e che non ha neanche bisogno della barba. Uno che non ha diretto tre prequel risultati fastidiosi alla maggior parte degli umani ma che, anzi, è stato criticamente acclamato per un suo reboot. J.J. Abrams: un tipo giovane, uno che ha mappato le sue caratteristiche facciali per suggerire a chi lo osserva il concetto di “starci dentro”.

George Lucas è analogico, J.J. Abrams è digitale, fa parte di quel mondo cui Lucas aveva cercato di approcciarsi, goffamente. George Lucas è Jar Jar Binks. Ed eccolo lì, in piedi nella sua disperata solitudine, ramato e con gli occhi sporgenti, inspiegabilmente intento a parlare in un patois caraibico.

:-(

Jar Jar Binks, una creatura modellata su Pippo, che George Lucas contava di sfruttare come contraltare comico di personaggi adorati quali Chewbacca, C3PO e R2-D2. Un personaggio che piacque a qualche bambino, ma che non piacque alla maggior parte degli adulti. Il che costrinse Lucas a una totale inversione di marcia – dai trenta minuti de La minaccia fantasma, il ruolo di Jar Jar venne ridimensionato drasticamente negli altri due capitoli della trilogia: Lucas, già inasprito e alle lacrime, aveva recepito il messaggio del pubblico (il messaggio del pubblico era JAR JAR BINKS DEVE MORIRE).

Una cosa per cui si dovrebbe ringraziare il doppiaggio italiano, una volta tanto, è l'averci parzialmente protetto dal malcelato razzismo di George Lucas.

Jar Jar Binks non è un buon personaggio. È onnipresente e piuttosto offensivo. L’accanimento nei suoi confronti, però, è sintomatico di un fastidio più profondo. Gli si imputano due fallimenti principali:

1) Il razzismo. In questo campo, l’autodifesa di George Lucas vacilla. “Com’è possibile che uno prenda un anfibio arancione e dica che è un giamaicano?”, aveva detto nel 1999. “Sono critiche avanzate, sicuramente, da persone che non hanno mai incontrato un giamaicano nella vita.” Una cosa per cui si dovrebbe ringraziare il doppiaggio italiano, una volta tanto, è l’averci parzialmente protetto dal malcelato razzismo di George Lucas. Il panorama visivo di Guerre Stellari è stato grosso modo sempre a un soffio dall’offrire il braccio alla Resistenza Ariana. Senza soffermarci sui Sabbipodi, su Jabba The Hutt, su Lando traditore redento, basta pensare a La minaccia Fantasma, in cui uno schiavista ha la cadenza e le sembianze tipiche degli stereotipi antisemitici, e in cui i Neimoidiani sono rappresentati come dei classici orientali maligni (e talvolta il loro inglese è centro-africano). Come ogni film statunitense che si rispetti, i cattivissimi “con il cervello” come Grand Moff Tarkin o Palpatine parlano in inglese britannico.

Lo dice anche Google.

Il problema di Star Wars non è il fatto che le storie d’amore (anche quando incestuose) avvengono sempre tra persone della stessa specie (la specie dominante tra i protagonisti del film); non è neanche il mostrare la diversità di razze, cosa in cui Lucas si districa abilmente. Il problema è che i buoni parlano sempre inglese con vaghissime connotazioni geografiche (la regina Jamillia è interpretata dall’attrice indiana Ayesha Dharker senza alcun accento).
L’accento da deridere, al contrario, caratterizza personaggi quasi unicamente cattivi, o pieni di difetti, come Jar Jar Binks.

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Ad esempio.

In breve, il problema è che tutti parlano inglese, ma solo i meritevoli parlano un certo tipo di inglese.

La linguista dell’Università di Sheffield Jane Hodson ha scritto un saggio, Dialect in Film and Literature, in cui conclude che la varietà di inglese non standard di Jar Jar Binks è troppo incoerente per rappresentare l’inglese di uno specifico gruppo etnico. Come diceva Lucas. Tuttavia, l’uso del suo inglese non standard “è parte di una sua rappresentazione come personaggio incapace e spensierato, che con le sue azioni mette continuamente in pericolo i personaggi principali (che parlano, invariabilmente, in inglese standard), o li salva goffamente. La sua varietà di inglese è ricavata da quella di gruppi etnici e sociali spesso stereotipati nei film”.
Insomma, Jar Jar Binks non parla proprio giamaicano, ma lo parla abbastanza da rimanere uno stereotipo.

I dialoghi dei personaggi di Guerre Stellari I-II-III sono così male abbozzati e sovente mal recitati che il pubblico ama affidarsi a Darth Maul, una sgraziata icona del black metal, per parlare di 'cattivi promettenti'.

2) Jar Jar è un personaggio per bambini. Jar Jar è la fredda manipolazione di ciò che si pensa possa corrispondere ai gusti di un bambino, qualcosa che non richiede capacità mentali ma che si appiglia soltanto a slapstick e umorismo scatologico. Jar Jar è un’icona del consumismo. Lo spiegava concisamente The Onion, ad agosto 1999, con un pezzo intitolato “80 milardi di tonnellate di merchandise con la faccia di Jar Jar saldati al 70%”. Il film era uscito da tre mesi, e già il mondo riteneva Jar Jar Binks il personaggio peggiore mai creato.I tre prequel di Lucas vengono sempre considerati un oltraggio alla memoria dei primi Star Wars, e mai per quello che sono: dei lunghissimi e costosi capolavori del trash.

Per il 75%, sono i The Room delle space opera, con la frase “No, because I’m SO in love with you” al posto di “You’re tearing me apart, Lisa“. I dialoghi dei personaggi di Guerre Stellari I-II-III sono così male abbozzati e sovente mal recitati che il pubblico ama affidarsi a Darth Maul, una sgraziata icona del black metal, per parlare di “cattivi promettenti”. Jar Jar Binks non è una causa scatenante della mala scrittura, è un sintomo. Un sintomo che fa le smorfie quando odora una scoreggia? Va be’: ad Anakin Skywalker non piace la sabbia.

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Un attore?!

Il problema è che, se passare del tempo con Anakin Skywalker è essenziale per assistere, poi, alla sua trasformazione in Darth Vader, Jar Jar Binks non è abbastanza rilevante ai fini della storia per permettersi le sue licenze di cazzonaggine.

Ma osserviamolo ora da un altro punto di vista: Jar Jar Binks, un personaggio creato a tavolino per fare leva sui più giovani, è bandito dalla sua patria ed è isolato dalla sua stessa specie, da cui viene trattato come lo scemo del villaggio. Noi umani gli riserviamo lo stesso trattamento. Se il suo dialetto è senz’altro un indizio del razzismo non latente di Guerre Stellari pre-2015, l’odio che Jar Jar Binks si è attirato contro è un sintomo del nostro bullismo, come umanità, nei confronti del personaggio più debole e vulnerabile della serie. Quello facilissimo da prendere di mira. Il che non ci rende poi così maturi.

L’obiezione più ovvia a questo argomento è il fatto che Jar Jar Binks non è un essere vivente, è un personaggio scritto e, per la percentuale di tempo che compare sullo schermo, è il personaggio più inutile e inconcludente della saga.
Ma allora perché l’odio, al posto di una meglio commisurata indifferenza? Perché Jar Jar Binks deve morire? Perché George Lucas, il Jar Jar Binks del nostro racconto, ha fatto un passo falso di svariati milioni di dollari e altrettanti fan. La sua nuova saga era una macchina costruita per rastrellare miliardi e vendere giocattoli, ma alla base aveva una dose inusitata di genuina passione – e, purtroppo, altrettanta fiducia malriposta nell’idea che lui soltanto, George Lucas, senza l’aiuto di nessuno, sarebbe stato in grado di scrivere la storia dei prequel di Guerre Stellari e di dirigerla.

La vendetta del Sith

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GOMBLODDO!!!1!

E giungiamo al 2015. Jar Jar è finito, sepolto da coloro che hanno preso in mano le redini di Star Wars. Il revisionismo sul suo personaggio sembra impossibile. Dalla battaglia dei prequel sono usciti soltanto vincitori e vinti. I vinti sono Jar Jar Binks e George Lucas, ma George Lucas ha la consolazione di poter accarezzare lingotti d’oro ogni volta che rientra a casa, la sera. Quando all’improvviso! Puntuale come una teoria del complotto sulle scie chimiche, su Reddit compare una teoria sulla vera natura di Jar Jar Binks.

La teoria si basa sul fatto che il comportamento da “scemo del villaggio” di JJB sia incoerente almeno quanto lo è il suo accento. In verità, Jar Jar Binks sarebbe un maestro dell’inganno che si comporta come un cretino per convincere i Jedi a fidarsi di lui. È lui a proporre al Senato di garantire poteri temporanei a Palpatine, un’azione che porterà alla distruzione della Repubblica. George Lucas aveva parlato di Yoda in termini simili, come di una creatura “che sembra insignificante, non molto importante, che si rivela essere il Maestro”.
L’utente di Reddit Lumpawarroo ha colto la palla al balzo per applicare questa logica a Jar Jar Binks, che si rivelerebbe un Sith, nella fattispecie il Sith più potente dell’universo, che utilizza la manipolazione e il raggiro per piegare gli eventi al suo volere.
Se solo Lucas non avesse dovuto ridimensionare il suo ruolo per colpa della reazione dei fan, la vera natura dell’anfibio caraibico si sarebbe rivelata al pubblico.

Smontare questa teoria è semplice. Ecco fatto:

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Ahmed Best, l’attore che aveva indossato i panni di Jar Jar, prendendosi la sua rivincita nei confronti di una fanbase impietosa, ha fomentato le dicerie. Dal canto suo, J.J. Abrams, l’incurabile gigione di cui sopra, ha smentito tutto ridacchiando. Non è che negasse solamente per gettare discredito sulla memoria di George Lucas, è che probabilmente la scena sopracitata non gli era estranea.
Jar Jar Binks è un personaggio un po’ stupido e non è un temibile Sith. Sarebbe bellissimo se lo fosse, se si vendicasse di tutte le ingiurie subìte, rivelandosi il Keyser Söze del centennio. Eri tu l’idiota, frivolo trentenne. NON IO. Ma se non altro, il complottismo gli ha fatto giustizia in un altro modo, riportando la dicotomia sul personaggio “Oh in fondo non è poi così male / Fa schifo, deve morire” su un piano essenzialmente più moderato: “Se Jar Jar Binks è il padrone dell’universo, quale sarà il nostro destino?”
Non so cosa voglia dire per la nostra similitudine con Lucas.

Laura Spini
Nata a Bergamo, non è la sua omonima Google vittima del raggiro di una santona. Ha tradotto e collaborato per una serie di case editrici e riviste italiane, sulle quali ha scritto di cinema, videogiochi, e pistoleri memorabili.

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