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Una lista di dieci motivi per innamorarvi di Welcome to Night Vale, il podcast più popolare e allo stesso tempo assurdo, geniale, surreale e fuori dalle righe di tutta la rete. 85 episodi di follia, umorismo, dimensioni parallele, mostri, alieni, e accadimenti misteriosi.

“Un paese nel mezzo del deserto dove tutte le teorie cospiratorie sono realtà”. Welcome to Night Vale parla di questo, di un allegro borghetto immerso nel nulla in cui le biblioteche sono infestate da orribili creature chiamate “bibliotecari”, gli orologi sono tutti finti, una nuvola luminosa guarda tutti dall’alto piovendo carcasse di animali, e c’è una vecchia senza volto che si nasconde a casa vostra. Si chiama La Vecchia Senza Volto Che Vive In Casa Tua. È candidata sindaco. Welcome to Night Vale è un podcast di enorme successo nato nel 2012 e scritto da Joseph Fink and Jeffrey Cranor. Racconta le vicende dell’omonimo paesino dal punto di vista della sua radio locale, il cui speaker principale è anche narratore involontario delle grottesche vicende locali. Lo show ha cadenza bisettimanale e a metà 2013 è balzato al primo posto dei podcast più sentiti e scaricati, superando istituzioni come This American Life.

Ogni anno la squadra di Night Vale gira il mondo con versioni live delle loro storie, che interpretano nelle maggiori città mondiali, lasciandosi dietro una scia di sold out. Qualche mese fa è uscito un libro ispirato alla trasmissione, Welcome to Night Vale. The Novel, ed è finito subito in cima ai più venduti negli USA. I diritti per una serie televisiva ispirata al podcast, invece, sono già stati venduti, mentre Cecil Baldwin, la voce di Cecil, lo speaker radiofonico, è abbastanza famoso da essere andato al Late Show di Stephen Colbert a leggere testi di qualunque tipo per dimostrare quanto sia potente la sua voce.

Pur non essendo particolarmente noto in Italia, Night Vale è un classico, un prodotto incredibile che ha ampliato i confini dei fiction podcast e generato qualche clone. Questa vuole essere una guida a Welcome to Night Vale: se non lo conoscete, quindi, non chiudete la tab. Lasciatemi assumere il ruolo di pro loco locale e spiegarvi perché Night Vale è un gioiello imperdibile in grado di rottamare le puntate di Serial che avete scaricato senza mai ascoltarle.

Per i nuovi adepti l’inizio potrebbe essere agrodolce: ad oggi lo show ha superato quota ottanta episodi, suscitando in voi quella sensazione che si ha quando si arriva a festa inoltrata. C’è un lato positivo, però: avete un sacco di Night Vale da ascoltare con calma e non sapete quanto vi invidio.

Procediamo quindi con la lista di motivi per innamorarvi di Welcome to Night ValeFatemi entrare in modalità BuzzFeed… OK. Fatto. Cominciamo.

1) Welcome to Night Vale fa ridere

Sin dal primo episodio gli elementi di base della serie sono chiari e riassumibili con i tratti del conturbante, o come lo definiva Freud, “quella sorta di spaventoso che risale a quanto ci è noto da lungo tempo, a ciò che ci è familiare”. In Night Vale tutto è familiare: c’è una radio, un sindaco, molti negozi, persino un bowling. Eppure tutto fa paura, ogni banale casa contiene un mostro o un portale verso luoghi misteriosi; la maratona annuale c’è ma non ha limite, si corre fino allo stremo. E così via. Cecil, lo speaker che funge da Virgilio agli ascoltatori, è sempre contento e soddisfatto della sua vita in un paesino desertico e racconta i terribili fatti che lo circondano con la placidità di Onda Verde: non ha paura ma del resto non ricorda nemmeno come è finito a Night Vale. Non gli importa. La facilità con cui descrive invasioni di mostri dallo spazio come fossero sagre della castagna è la chiave comica del podcast.

2) Cecil e Carlos

Le mostruosità locali si muovono quindi in un clima di strana omertà: un’omertà trasparente, tutti parlano di quel che succede ma nessuno ne sembra sorpreso o impaurito. A rompere lo stallo accorre Carlos, scienziato dai “bellissimi capelli” arrivato a Night Vale per studiarne le follie paranormali. Carlos si reca nel Desert Outworld, il misterioso deserto abitato da truppe di soldati che vagano nel nulla, per capire qualcosa di campi gravitazionali e quant’altro. Cecil si innamora di Carlos e parla dei suoi capelli alla radio. Nasce un amore, due uomini distantissimi con due visioni opposte di Night Vale: da una parte l’obbediente e anestetizzato Cecil, dall’altra lo spericolato Carlos, pronto a tutto per la Scienza, perché, come dice sempre: “A scientist is always fine” (frase a cui è dedicata una serie di gadget ufficiali).

A un certo punto Carlos chiede a Cecil di andare a vivere assieme.

3) The Dog Park

C’è un parchetto per i cani, a Night Vale. È un posto normale, solo che dalla prima puntata Cecil lo introduce come una novità galvanizzante per la vita del paese – una novità dalla quale i cittadini devono però stare alla larga, come dice il comunicato ufficiale che legge al microfono. L’accesso al dog park è vietato agli umani e, soprattutto, ai cani: “Non avvicinatevi al parco per cani. NON AVVICINATEVI AL PARCO PER CANI”. Quanto a quelle figure incappucciate che si intravedono al suo interno, non guardatele. “Davvero: non guardatele negli occhi.” Il luogo diventa presto il cuore della grande cospirazione. “Sono sicuro che sia solo un semplice Parco per Cani e non un portale interdimensionale!”, dirà in seguito Cecil Baldwin.

4) Desert Bluff

Springfield ha Shelbyville, la città-gemella oggetto di odio eppure così simile all’originale da risultare angosciante. Night Vale ha invece Desert Bluff, una Night Vale alternativa con una sua radio, la Desert Bluffs Community Radio, piccola emittente che sta per essere assorbita da StrexCorp, mega corporation maligna legata ai misteri della città. Anche la radio di Desert Bluffs ha il suo speaker, Kevin, che si ritrova a Night Vale nell’episodio 19A, dopo che Cecil attraversa un portale nel suo studio ritrovandosi altrove, teletrasportando Kevin in città. La puntata in questione, “The Sandstorm”, è divisa in due parti: nella prima si registra questa interferenza spaziotemporale; nella seconda, lo scambio è totale e Welcome to Night Vale lascia spazio a Welcome to Desert Bluffs, un programma antitetico all’originale: solare e ottimista come Un medico in famiglia. Ma, in qualche modo, ancora più macabro.

5) Traffic
La community radio locale ha le sue rubriche fisse. La prima che incontriamo è quella dedicata al traffico, ottimo esempio del meccanismo narrativo dello show: nel bel mezzo della follia imperante a Night Vale, Cecil spezza la puntata parlando di cose molto terrene, che non sembrano scampare alle logiche locali. Un estratto dal sesto episodio, per esempio:

E ora, il traffico.
Sembra tutto libero, là fuori. Tutti i pendolari si sentono come se, forse per la prima volta in tutta la loro vita, vedono se stessi, e il mondo intorno, senza illusioni o negazione. Tutti hanno accostato le macchine sul lato della strada per lo shock improvviso di una verità così assoluta.

Qualcuno sta singhiozzando sul volante, toccandosi la faccia, e ricordando quello che non sapeva di aver dimenticato. Altri sono scesi dalle loro macchine, dove raccolgono manciate di terra, ridendo della rivelazione sugli atomi, l’universo, la morte.

Una rappresentante della Polizia Segreta dello Sceriffo ha annunciato che non era un segreto, non proprio, o che forse il mondo intero era un segreto, e ne facciamo tutti parte. Poi ha visto una nuvola che le piaceva, e le ha sorriso.

Quindi assicuratevi di avere un bel po’ di tempo extra per qualsiasi viaggio oggi, e state all’erta per macchine abbandonate e gente disorientata che vaga sulla strada. Perchè, ascolatori, oggi sembra tutto libero là fuori.
E questo era il traffico.

6) The Weather
Sezione cugina del traffico, le previsioni del tempo nightvaliane sono utilizzate per presentare una canzone. Ogni episodio ha un ospite musicale che non è introdotto in nessuno modo: semplicemente Cecil lancia il meteo e la canzone parte. Brani indie, fold, hip hop, jazz: il podcast non si dà limiti e la puntata devia verso la musica proprio prima del finale, quando l’ascoltatore viene riportato in mezzo all’incubo grottesco.

Ci sono poi rubriche più recenti e classiche, come l’oroscopo.

O l’inevitabile pubblicità, un elemento radiofonico classico ma stravolto dalla follia locale:

E ora, la parola ai nostri sponsor:
Ascoltatori, avete freddo? Solo un pochino? Sentite un leggero brivido sulla pelle? Forse avete incrociato le braccia, e le state sfregando delicatamente ma con decisione? Avete così freddo! E adesso avete tirato le braccia completamente dentro la camicia, cercando di sfruttare al massimo il calore del corpo a contatto con la pelle. Avete tirato dentro le braccia, e state dondolando il vostro corpo avanti e indietro… E le orecchie e il naso? Oh, sono tanto, tanto freddi! Chiedete a un amico di prestarvi un maglione, provateci. Forza! Non c’è nessuno intorno! Oh-oh! Non conoscete nemmeno una persona, vero? La vostra vita potrebbe essere una completa bugia. O, nel migliore dei casi, un sogno delirante. Oppure l’incubo di qualcun altro. Probabilmente è così. Avete molto freddo. E nessuno ad aiutarvi. O a sentirvi. Guardatevi intorno. Tutto grigio, muri senza finestre, vero? Nemmeno una porta. Quanta aria vi è rimasta? Come fate anche solo a respirare? Non può esservi rimasta molta aria.
Questo messaggio vi è stato offerto da Best Buy. Best Buy. Conservate il vostro ossigeno!

7) Il successo

Non è chiaro come Welcome to Night Vale sia diventato così famoso. Il primo episodio fu registrato con un microfono pessimo e montato usando Audacity, un programma di editing audio gratuito. La svolta, come racconta qui sopra il co-creatore Fink, è arrivata nel 2013 ma non si capisce né come né da dove. È sicuro che ci sia di mezzo lo zampino del passaparola, la via vintage alla viralità, anche se pare che Tumblr sia stato il vero motore dello show. Il co-creatore Jeffrey Cranor ha spiegato a The Awl la sua teoria secondo cui i molti fan di Hannibal, la serie, siano finiti per trovare Night Vale di loro gusto, applicando la stessa ossessione per fan theory e fan art a questo strano podcast.

Quel che è certo è che Tumblr adora Night Vale ed è pieno di fan fiction, fotomontaggi, ritratti e quant’altro. Nel video linkato qui sopra, Fink racconta di quella volta che, alla fine di un live, Cecil fu inseguito da un uomo incappucciato. Fu un momento terrorizzante per Baldwin, che poco dopo scoprì che quella scenetta era in realtà un omaggio a una vecchia puntata del podcast.

Secondo dati forniti da Max Sebela, creative strategist presso Tumblr, in una sola settimana di luglio del 2013, il sito fu invaso da “più di 20 mila post riguardanti Night Vale”. In tutto questo, ovviamente, non mancano opere di slash fiction (fan fiction erotiche) dedicate alla liaison tra Cecil e Carlos.

8) Night Vale oggi
Il punto è che un podcast comico-grottesco su una città assurda può far ridere qualche settimana, qualche mese se si è bravi: poi serve altro. Night Vale ha trovato il suo “altro” nella costruzione di lunghi archi narrativi basilari che attraversano la storia: senza rivelare troppo per tema di spoiler, i personaggi evolvono, viaggiano e cambiano. Se ne aggiungono di nuovi. Il risultato è che a più di 80 episodi di vita Night Vale è ancora stimolante e misterioso e non ho idea di come possa finire.

9) Oltre Night Vale


Il podcast si allunga in molte direzioni: un paio di settimane fa è iniziato un nuovo podcast, Alice Isn’t Dead, scritto da Joseph Fink e non legato a Night Vale (o almeno così sembra finora). Alice non è un prodotto comico: è un viaggio on the road di una donna alla ricerca di una persona, Alice, scomparsa nel nulla. Sembra sia stato ispirato dai lunghissimi spostamenti necessari per i tour di Night Vale. C’è sempre un elemento di terrore nei vari mostri che la protagonista incontra ma il racconto sembra essere molto più personale – che rapporto aveva con Alice? E perché Alice è sparita? Alice Isn’t Dead è un passo importante per i creatori del podcast – che per l’occasione hanno fondato la casa di produzioni Night Vale Productions – e il loro futuro. Un altro buon motivo per cominciare a seguirli.

10) Fuori Night Vale

Tornando alla storia del nostro paesino, è interessante approfondire il rapporto tra Night Vale e il resto del mondo: non la città più vicina, Desert Bluffs, ma tutto il resto, quello che succede negli altri continenti. Alcuni indizi seminati di puntata in puntata lasciano suggerire che il tutto abbia luogo in una realtà parallela, come sembra dimostrare il 21esimo episodio, “A Memory of Europe” in cui Cecil si lascia andare ai ricordi di un suo viaggio in Europa, parlando di paesi assurdi come Svitz (“perfetta per il turista dalla forte costituzione e la scarsa tendenza alle allucinazioni”) o Luftnarp.

Night Vale non è di questo mondo. Le sue cronache arrivano da lontano, da qualche piega dello spaziotempo e per quanto il mistero sia parte del fascino del programma, gli ascoltatori ascoltano il podcast anche per capirci qualcosa di più. Forse, un giorno, sapremo la verità su questo paesino. In attesa del gran momento, cominciate a seguire Welcome to Night Vale.

Pietro Minto
Caporedattore di Prismo, collabora con "La Lettura" del Corriere della Sera e Rolling Stone. Ha una newsletter che si chiama Link Molto Belli.

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